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giu7th

LiberiLibri

 

STANCO di spendere un patrimonio per comprare libri di TESTO NUOVI?
STANCO di vendere i tuoi testi scolastici usati per quattro soldi A LIBRERIE CHE LUCRANO SUL MERCATO DEL LIBRO USATO?

Vieni a LIBERI LIBRI, libri di testo usati per liberare i saperi

TESTI DELLE SCUOLE SUPERIORI SCONTATI DEL 50%!

Si accettano libri di testo pubblicati dal 2011, dizionari di lingue, latino e greco.

Perché conviene?
In questo modo il tuo libro usato:
1. ti fa guadagnare di più rispetto alle cifre irrisorie che riceveresti nelle librerie che comprano libri di seconda mano;
2. Contribuisce all’idea di una Scuola Pubblica, quindi gratuita e solidale, poiché chi lo acquista lo paga la metà del suo prezzo di copertina;

DOVE – Via Borgo Palazzo 84g – Bergamo (parcheggio antistante la fermata tram TEB di via Borgo Palazzo)
QUANDO – dal 2 SETTEBRE al 5 OTTOBRE – OGNI GIOVEDì VENERDì E SABATO dalle 14.30 alle 18.30
QUANTO CI GUADAGNO? Il 50% del costo del libro con una trattenuta di 1euro.
QUANDO E DOVE RITIRO I SOLDI DEI LIBRI CHE VI HO LASCIATO?
I libri vengono ritirati in CONTO VENDITA al termine del mercatone, ciascuno potrà ritirare i propri guadagni: alla consegna dei libri verrà rilasciata una ricevuta con la quale, poi, potrai riscuotere il ricavato della vendita. Se il tuo libro non è stato venduto con la ricevuta ti verrà restituito il libro.
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Vogliamo che l’accesso alla cultura sia gratuito, perché la scuola è pubblica e per questo deve essere accessibile a tutti.

Le case editrici continuano ad aggiornare le edizioni dei testi scolastici e ad aumentarne il prezzo di anno in anno senza variarne sostanzialmente i contenuti. Questo fenomeno è stato denunciato più volte all’interno delle assemblee e delle lotte studentesche, dalle associazioni dei consumatori e dalle famiglie.
Per l’acquisto dei testi gli studenti si devono obbligatoriamente rivolgere alle famiglie, ma questa non è l’unica spesa che devono affrontare:
i trasporti ogni anno aumentano di costo, mentre il servizio rimane insufficiente;
le tasse(teoricamente volontarie) di iscrizione alla scuola negli ultimi anni sono aumentate: dati i continui tagli a livello nazional, oramai le uniche entate reali di denaro negli istituti sono appunto queste.

Tutti questi studi sono la negazione del Diritto allo Studio, sancito dall’articolo 34 della Costituzione. In quanto il Sapere è universale, la sua diffusione dovrebbe essere gratuita.

Investire in IPAD o tablet non ha alcun senso: pur essendo un supporto didattico funzionale, rimane inaccessibile alla stragrande maggioranza degli studenti e chi ne usufruisce è comunque costretto ad utilizzare supporti cartacei per lo studio(fotocopie o testi ).
Un metodo che consigliamo ai gruppi classe è quello della fotocopia e dell’acquisto in comune del libro di testo: Una volta acquistata una copia di ogni libro, la classe si attrezza per fotocopiarlo per i singoli studenti, come avviene spesso per i testi universitari.

E-MAIL: movstud.liberilibri@gmail.com
Chiara 3336242722 Olmo 3290431217
Movimento Studentesco di Bergamo – Giovani Comunisti Bergamo

mar17th

MANIFESTAZIONE NO TAV! – pullman da Bergamo

chiara Cortei Read on
DIFENDI IL TUO FUTURO
Ancora una volta veniamo tutti e tutte invitati a manifestare contro questo scellerato progetto che con il passare del tempo, l’avanzata della crisi economica nazionale e internazionale, diviene sempre più inutile e insostenibile, non solo per il nostro territorio ma per tutto il Paese.
Su un punto vogliamo essere chiari, quest’opera, nonostante il battage pubblicitario che la circonda, fa sempre più acqua da tutti i punti di vista e soprattutto, man mano che si delineano le fantasiose tempistiche dei fan del tav, si conosce sempre più a fondo la reperibilità dei fondi per la sua realizzazione. Quello di cui Governo e tifosi vari non parlano mai è l’essenza del finanziamento necessario per la Torino Lione, tutto ed esclusivamente pubblico, ovvero sottratto ad altri settori per essere spostato su questo binario morto.
I soldi delle nostre tasse sono l’unica fonte di finanziamento esistente e necessariamente, ancor piú in un momento storico del genere, ciò significa spostare ingenti somme di denaro dalla sanità, dalla scuola e dai servizi sociali, per finanziare quella che ormai è la cassaforte, con relativo bancomat, del sistema dei partiti.
A fronte di un’inutilità evidente, la Torino Lione è divenuta un simbolo della politica che vuol mettere a tacere un movimento popolare come quello NOTAV che Resiste da oltre vent’anni trovando sempre più consenso all’interno di una società che, svegliatasi dal torpore quotidiano e vivendo sulla propria pelle sacrifici e politiche di austerità a senso unico, ci sostiene sempre di più.
Contro di noi non c’è colore politico, ci sono cori di corvi che gracchiano per sconfiggerci e metterci a tacere, spaventati che il seme della Valle che Resiste si moltiplichi in altri territori e in altre comunità. Lo Stato si è di fatto costituito parte civile contro di noi senza vergogna, accusandoci e incarcerandoci con l’intento di piegarci e sottrarci quel consenso che invece sentiamo sempre più crescere intorno alla nostra lotta. Processi in aule bunker, richieste di danni incalcolabili, provvedimenti atti a limitare la nostra libertà di movimento sono il corollario del confronto che questi signori hanno con la popolazione e che si vanno ad aggiungere alla giá insopportabile militarizzazione del territorio e all’arte della menzogna quotidiana.
È contro la truffa del secolo che chiamiamo alla mobilitazione in prima persona, invitando quanti hanno a cuore il proprio futuro e quello dei propri figli a partecipare il 23 Marzo alla manifestazione popolare in val susa.
Per info Pullman da Bergamo 329 043 1217

COSTO: 15€
DOVE: Piazzale Malpensata
ORA: 9:30
QUANDO: Sabato 23 Marzo

dic13th

Apri le porte al tuo futuro

Meritiamo una scuola aperta a tutti e capace di includere le differenze di ciascuno,una scuola che sia realmente capace di”abbattere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che,limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana”e di creare persone utili a migliorare e portare avanti il grande progetto delle nostre vite.

Non dobbiamo abituarci a questo sistema corrotto e immobile nella sua ignoranza perché una scuola libera e aperta dovrebbe essere le fondamenta su cui si basa la nostra società ed è possibile da ottenere se tutti noi studenti ci unissimo in un’unica formazione di menti e spiriti contro la costante pressione da parte del governo che sta schiacciando il nostro futuro e il futuro del nostro paese.

Per avere un paese democratico bisogna prima avere un lavoro democratico e per averlo serve una scuola democratica. Fare una riforma senza discuterne nel campo che la rappresenta non è democratico!Il pensiero comune dell’oggi è che noi dipendiamo dal potere,non ci sono discussioni ne confronto e questa non è democrazia.

Il sapere deve essere usato come una leva per aprire il sistema chiuso ,schematico e limitato che si è formato negli anni. Questi continui tagli non fanno altro che acuire le differenze tra le classi sociali,impedendo la mobilità e distruggendo ogni solidarietà. RIPRENDIAMOCI LE NOSTREVITE!

 

Cosa sta succedendo nelle nostre scuole e perché ribellarsi ai tagli?

Trasporti:Paghiamo un sacco di soldi per abbonamenti e servizi di trasporto ogni anno per cosa? Per stare in piedi durante tutto il viaggio perché non ci sono pullman a sufficienza per farci stare tutti seduti,o per farci correre perché passa un pullman ogni mezz’ora e perdiamo la coincidenza?Per farci la doccia quando piove perché non sono sistemati a dovere,o per rimanere senza un modo per spostarsi anche nelle ore tarde perché non ci sono abbastanza soldi per mettere dei pullman in più?TUTTO QUESTO LO PUOI CAMBIARE!

Erasmus: Il progetto Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, nasce nel 1987 per opera della Comunità Europea e sancisce la possibilità di uno studente europeo di effettuare in una scuola straniera un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria scuola. Il progetto fu creato per educare le future generazioni di cittadini all’idea di appartenenza a quella che sarà poi chiamata Unione Europea ed è stato tagliato dal governo. QUESTO LO PUOI CAMBIARE!

Edilizia:Bariere architettoniche,riscaldamenti tagliati,aule troppo piccole e troppi studenti per ogni classe,assenza di spazi extra per l’aggregazione,edifici scolastici che vanno a pezzi,assenza di piani di evacuazione di sicurezza.La mancanza di aule magne adeguate(per scuole non organizzate al miglior modo)limita assemblee e quindi un confronto generale e un’unica dimostrazione. TUTTO QUESTO LO PUOI CAMBIARE!

Tasse d’iscrizione e libri:Per la mancanza dei dovuti fondi alle scuole pubbliche le tasse d’iscrizione sono diventate da facoltative a obbligatorie e aumentano sempre di più,rendendosi l’unica base economica per una scuola e mettendo le famiglie in maggiore difficoltà per l’istruzione dei propri figli.Lo stesso discorso è da fare per i libri di studio che al giorno d’oggi arrivano a prezzi improponibili. TUTTO QUESTO LO PUOI CAMBIARE!

 

Stiamo diventando piastrelle di una strada formata per essere percorsa da pochi e quei pochi ci vendono menzogne mascherandole per realtà.Porci incravattati che hanno trovato il modo di mettere a freno l’enorme potenziale dell’infinito animo umano.Allora non facciamoci fregare e apriamo gli occhi a quello che effettivamente potremmo fare e costruire insieme,mettendo fine a questo disagio sociale!

!CREIAMO LA SCUOLA PERFETTA.

I sistemi scolastici nei vari paesi europei hanno differenze sostanziali

 

DECENTRALIZZAZIONE E INTEGRAZIONE:

 

Dal modello scandinavo, in particolare da quello svedese, si potrebbero copiare molti elementi interessanti. La decentralizzazione, che lì funziona davvero, ha  fatto sì che siano i singoli consigli comunali a decidere quanti fondi investire, in base alle possibilità di bilancio. Il fatto che il 15% delle risorse di base sia utilizzato per una ridistribuzione a favore delle scuole disagiate, è un bel segno di civiltà. E’ interessante l’idea della Generalitat de Catalunya, che ha creato a Barcellona quattro centri speciali, all’infuori dell’ordinamento scolastico, per giovani immigrati con età compresa tra 8 e 18 anni. Questi cosiddetti “spazi di benvenuto educativo” hanno l’obiettivo di facilitare l’ingresso nel sistema scolastico, senza sostuirlo. Nel nostro paese la questione immigrazione è stata trattato in modo diverso.

Nelle scuole italiane a partire dall’anno scolastico 2010/2011 la presenza di studenti stranieri non è potuta  essere superiore al 30%, secondo le direttive del ministro Gelmini.Questo limite, che avrebbe l’obiettivo di evitare l’esistenza di classi-ghetto con soli alunni stranieri, pone subito all’attenzione una serie di problemi,ad esempio come verrà garantito il diritto allo studio per gli studenti che rimarrebbero fuori dal tetto del 30%. . C’è un problema ancora più grande. Nei Paesi Ocse, ad esempio negli USA, si è osservato che un aumento del numero di stranieri nella scuola pubblica determina uno spostamento dei cittadini americani verso quella privata. Se in futuro diminuiranno in tutta Europa le risorse economiche per la scuola pubblica, si porranno enormi problemi. L’integrazione deve essere vista come un’opportunità, non come un problema insormontabile.

 

VIVERE LA SCUOLA:

 

Anche le giornate scolastiche hanno differenze evidenti. Nella scuola tedesca gli intervalli durano non meno di 20 minuti e in Svezia solitamente non si hanno mai più di tre materie per giorno, e la scuola viene vissuta davvero anche al di fuori delle lezioni: palestre, aule studio, biblioteche. I libri di testosono forniti gratuitamente agli studenti in Svezia, e anche in quasi tutte le scuole greche. Nella nostra “scuola ideale”, l’inglese ha un ruolo di primo piano. In questo campo il modello non può che essere la Svezia. Vi siete mai chiesti per quale motivo i giovani scandinavi parlano un inglese pressochè perfetto? Tutto parte dalla scuola. Si pratica cioèl’insegnamento bilingue: l’inglese, oltre a essere studiato come lingua a sé stante, è anche utilizzato come lingua d’insegnamento in determinate materie. La scuola tedesca è invece al primo posto in Europa per quel che riguarda la capacità di inserire le nuove tecnologie all’interno dei programmi didattici.

 

INSEGNANTI:

 

In Gran Bretagna gli stipendi degli insegnanti sono regolati da un contratto nazionale, ma ci sono retribuzioni supplementari in base ai risultati. Le scuole possono dare premi, incentivi e gratifiche per non perdere i professori più bravi.  In Svezia gli insegnanti hanno in dotazione anche un computer portatile. Anche in Scandinavia il livello degli stipendi varia da scuola a scuola. Quindi esistono davvero paesi in cui la meritocrazia è una realtà, non uno slogan che i politici tirano fuori solo in campagna elettorale. Pensate che in Svezia la selezione e l’assunzione degli insegnanti è stabilita da singoli comuni. Il sistema italiano in confronto è davvero pachidermico.

 

BORSE DI STUDIO:

Il welfare dei paesi scandinavi è un modello che colpisce per la sua efficienza, non solo per quel che riguarda il mondo della scuola. Basta citare il contributo economico garantito dall’Istituto Nazionale Studentesco Svedese a favore degli studenti universitari: 200 euro circa alla settimana, di cui 68 a fondo perduto e il resto sotto forma di prestito studentesco da restituire in futuro. Per quel che riguarda gli studenti delle scuole superiori, sono gli enti locali in Italia a offrire il più delle volte dei contributi economici per gli studenti iscritti alle scuole superiori. Per molte famiglie avrebbero il valore di vere e proprie borse di studio alcuni provvedimenti che sono in vigore in Scandinavia e in Grecia, dove il materiale scolastico è fornito GRATUITAMENTE in molti istituti.

 

VACANZE SCOLASTICHE:

Parliamo ora delle vacanze scolastiche

. Merita senz’altro di essere sottolineato il modo in cui sono organizzate in Francia. Nel paese transalpino non ci sono i tre mesi di vacanza estiva come in Italia, ma ogni 6-7 settimane di scuola ci sono due settimane di vacanza. L’obiettivo è quello di ottenere dagli alunni il massimo del rendimento. Particolarità francese sono le Petites Vacances, periodo di vacanza invernale a febbraio. Per evitare un eccessivo sovraffollamento nelle zone di villeggiatura e soprattutto sulle piste da sci, la nazione è divisa in due fasce, A e B, che alternano ogni anno il loro periodo di vacanza. Enti del turismo e altre associazioni italiane hanno proposto a più riprese di introdurre questa pratica anche nel nostro paese, per ora senza successo. Scommettiamo che una  “settimana bianca istituzionalizzata sarebbe accolta con entusiasmo dagli studenti!

 

 

I modelli scolastici che funzionano nel modo migliore sono una diretta conseguenza di una buona gestione decentralizzata e di investimenti pubblici in costante aumento. In tutta Europa le riforme dei sistemi scolastici si sono succedute nel corso degli ultimi anni, con l’obiettivo di gestire al meglio le risorse. Troppo spesso però ”riformare” diventa un sinonimo della parola “tagliare”. . La scuola ideale forse non esiste, ma alcune caratteristiche delle scuole straniere potrebbero essere introdotte con successo nel nostro sistema scolastico: le politiche di integrazione degli studenti stranieri nella scuola di Spagna e Svezia, la capacità e la prontezza che ha il sistema tedesco di portare le nuove tecnologienella scuola, l’organizzazione dell’anno scolastico della scuola francese e l’attenzione allo studio della lingua inglese delle scuole scandinave.

 

 

 

 

 

 

 

 

nov22nd

Stop bombing Gaza! Presidio in solidarietà al popolo palestinese

chiara Presidi Read on

Giovedi 22 Novembre 2012 ore 18.30 – piazza Matteotti, Bergamo (davanti al comune)
presidio in solidarietà al popolo Palestinese

La Pace si fa con la dignità e la giustizia

Da sei anni Gaza vive in una situazione di isolamento, stretta dal blocco terrestre e navale, da parte di Israele.
La popolazione della striscia è costretta a vivere in questa grande prigione dove periodicamente cibo, benzina, energia scarseggiano e la disoccupazione è la più alta del mondo.
Quasi due milioni di persone vivono nella disperazione, dimenticate dalla comunità internazionale, sotto gli attacchi aerei di Israele.
Crediamo che il lancio di razzi da parte dei gruppi armati palestinesi sia la diretta conseguenza di questa situazione e non vogliamo cadere nell’ipocrisia (comune alla quasi totalità dei media italiani) di compararlo alla potenza della macchina bellica Israeliana, che sta infliggendo una punizione collettiva uccidendo decine di persone e terrorizzandone altre migliaia: da mercoledì 14 novembre centinaia e centinaia di bombe e esplosioni costellano quella sottile striscia di terra e colpendo indiscriminatamente la popolazione civile e facendo più di 100 morti, in piena continuità con le continue prepotenze dell’arrogante politica israeliana.
Il popolo palestinese chiede giustizia: giustizia è dare loro una terra senza occupazione militare e blocco economico.
Esprimiamo solidarietà alla popolazione di Gaza, a tutti i palestinesi che lottano contro l’occupazione e a quei movimenti e ai singoli cittadini israeliani che con determinazione continuano a combattere contro la politica di guerra del proprio governo.

Stop bombing Gaza!

Pace, terra e libertà per il popolo palestinese!

ott12th

Ddl 953 ex Aprea. Dalla Scuola della Costituzione alla Scuola Azienda?

Intervista a Giansandro Barzaghi, presidente dell’Associazione NonUnodiMenoche ha copromosso un appello per difendere la scuola pubblica dall’attacco del Governo Monti.

Parliamo del Disegno di Legge 953 ex Aprea che è passato alla Camera in sede deliberante. Come giudichi questo passaggio?
Penso che sia un fatto grave in primo luogo sul piano della democrazia. Come si fa a considerare questa materia non degna di “ interesse generale” relegandola ad una Commissione in sede deliberante che decide per conto dell’intero Parlamento? Ma quel che più conta si è voluto ancora una volta escludere il mondo della scuola, negando ai diretti protagonisti il diritto di partecipare alle scelte che riguardano la vita di milioni di docenti, di studenti e di genitori. Esattamente come hanno fatto la Moratti prima e la Gelmini successivamente. Vedo una continuità pericolosa anche nel modo stesso con cui il Ministro Profumo sta operando. Più da piatto esecutore delle politiche precedenti, che da innovatore che rompe con un passato impresentabile.

Avete promosso un Appello?
Sì e con il nostro Appello vogliamo “ridare la parola a chi ancora una volta ne è stato espropriato e contribuire a rianimare il dibattito su un bene comune come è quello della scuola” che, aggiungo, ancora non si è capito quanto sia strategico proprio in una fase di grave crisi come questa. Sulla miopia e sull’ignoranza si costruiscono solo macerie! Ma c’è anche un problema di opportunità politica.

Che cosa vuoi affermare?
Voglio dire nella sostanza che non comprendo i motivi sottesi che spingono i partiti dell’attuale maggioranza PDL-PD-UDC all’approvazione, a pochi mesi dalle elezioni, di questo disegno di legge che attiene ad una materia così complessa come la riforma degli organi collegiali e la ristrutturazione dell’intero sistema scolastico. Per essere più chiaro non si capisce per quale ragione si dovrebbe approvare questa Legge con questo Parlamento di “nominati e di inquisiti” e con questi rapporti di forza! Siamo contro questa urgenza perché pensiamo e ci auguriamo che il prossimo Parlamento possa e debba avere una diversa e più qualificata maggioranza parlamentare.

Questo dubbio sull’opportunità politica di cui tu parli è solo vostro?
No, l’ho colto anche in chi ha posizioni di merito diverse dalle mie e pensa che la Commissione abbia operato per introdurre modifiche significative. Questo giudizio non è mio, ma è importante che questo dubbio si allarghi, che si apra il dibattito anche tra chi mantiene posizioni diverse.
Perché decidere adesso, proprio adesso quando si potrebbe ridiscutere e riformulare una Legge che non risenta dei condizionamenti di questo Parlamento? E’ una domanda che in molti cominciano a porsi.

Ma voi nell’Appello che cosa proponete?
Noi proponiamo di ritirare questo disegno di Legge altrimenti sarebbe evidente a tutti che si intende predeterminare le scelte future .
Ritirare è una parola chiara non equivocabile. Dico questo perché è vero che qualche modifica c’è stata rispetto al testo originario della sig. Aprea, ma non tale da modificare la sostanza e l’impianto di questo Progetto. La pressione, per esempio della FLC/CGIL oppure del Coordinamento Genitori Democratici, ha portato sì a qualche risultato, ma non ha cambiato la ratio di una legge che va in una direzione contraria a quella auspicata.

Ma allora quali sono i punti centrali di questo PDL 953 che voi contestate?
Il primo riguarda la frantumazione del sistema scolastico nazionale. Ovvero se passasse questo disegno di legge anche al Senato ciascuna scuola potrebbe decidere autonomamente il proprio statuto senza un Regolamento Nazionale. E questo va contro l’impostazione dei Padri Costituenti che hanno sempre voluto salvaguardare l’unitarietà del sistema scolastico nazionale, in quanto “organo costituzionale “ per dirla con Calamandrei. Per essere ancora più esplicito sarebbe un passaggio dall’autonomia all’anarchia. Anzi di più, sarebbe una atomizzazione del sistema che favorirebbe una concezione mercantile della scuola, ovvero tante scuole autonome in concorrenza tra loro, con il risultato di favorire quelle più appetibili per il mercato. Dunque scuole di serie A e scuole di serie B.
Ricordate l’abolizione del valore legale del titolo di studio? Ebbene va nella stessa direzione.
Ricordate la chiamata diretta dei presidi? Anch’essa sarebbe andata nella direzione dello smantellamento del sistema nazionale di istruzione se non ci fosse stata la mobilitazione di migliaia di docenti che hanno fatto il miracolo di “convincere” anche un Ministro come Profumo ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale la Legge Regionale Formigoni/Aprea, che all’inizio voleva estendere come “sperimentazione” anche ad altre Regioni. Un primo importante successo che l’Associazione NonUnodiMeno” insieme a ReteScuole di Crema ha perseguito con determinazione.

E la seconda contestazione che evidenziate nell’Appello quale sarebbe?
La seconda contestazione è strettamente legata alla prima e riguarda l’avvio di un processo di privatizzazione attraverso la presenza di esterni sia nel nuovo Consiglio dell’autonomia, sia addirittura nello stesso Comitato di Valutazione. Tale scelta, se confermata, snaturerebbe i compiti istituzionali della Scuola della Costituzione.

E che altro?
Noi vediamo come pericolosa l’introduzione di questa validazione del sistema di valutazione che dipenderebbe direttamente dall’Invalsi e dunque dall’Esecutivo. Un sistema di valutazione che, non a caso, è stato a ragione contestato e messo in discussione dai collegi docenti di tutta Italia.
In più vediamo nel trasferimento di poteri ai dirigenti scolastici una limitazione della normale dialettica democratica.
Per tutti queste considerazioni pensiamo che valga la pena di battersi affinchè i valori della vita democratica vadano comunque e sempre difesi e salvaguardati.
Per dirla con uno slogan vogliamo con questo Appello impedire che si passi dalla Scuola della Costituzione alla Scuola Aziendale.

A che punto è l’Appello?
Guarda in 5 giorni siamo già a 800 adesioni da tutta Italia e non solo da Milano e dalla Lombardia. Ma è soprattutto la qualità delle firme che colpisce. Docenti universitari, professori emeriti, artisti, intellettuali, uomini e donne della buona politica e poi soprattutto quel mondo della scuola che non si è arreso. La cultura della Scuola della Costituzione ancora non è stata estirpata.

Per concludere come pensate di procedere?
Prima di tutto bisogna intensificare la raccolta di firme. Subito! Perché abbiamo poco tempo. Dicono che il Senato dovrebbe fare delle audizioni, ma quanto tempo può passare? Poco. Per cui bisogna agire in fretta, prima che sia troppo tardi. Per firmare si può andare sul sito: www.nonunodimeno.net
In secondo luogo occorre alzare il livello di mobilitazione a partire dallo sciopero della scuola di domani 12 ottobre, per arrivare alla data del 27 ottobre che considero molto importante

A cosa ti riferisci?
Mi riferisco alla giornata del NO MONTI DAY alla quale mi auguro che buona parte di chi la scuola la fa e la costruisce ogni giorno partecipi in massa. Finalmente anche in Italia, devo dire con grave ritardo, si mette in campo una opposizione. Che riguarda l’oggi e questa “strana maggioranza” ma riguarda soprattutto il prossimo futuro, il dopo elezioni. Se cioè sarà l’Agenda Monti a dettare i contenuti di un nuovo governo, oppure no.
Da quello che mettiamo in campo oggi, dipenderà il nostro futuro

ott9th

NO MONTI DAY. MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA SABATO 27 OTTOBRE Pullman da Bergamo

chiara Cortei Read on

Il Movimento Studentesco di Bergamo organizza i pullman per il corteo, PARTENZA SABATO 27 OTTOBRE, ORE 04:00 DAL PIAZZALE DELLA MALPENSATA. Costo 30 €

 

Per iscrizioni e informazioni:

Chiara: 3336242722, forchiar@gmail.com

Un ampio schieramento di persone, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, si è assunto l’impegno di dare voce e visibilità  alle tante e ai tanti che rifiutano Monti e la sua politica, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale, NO MONTI DAY.
I punti fondamentali di questa mobilitazione sono:
No a Monti e alla sua politica economica e sociale, oggi e domani.
No all’Europa del Fiscal Compact e delle misure che hanno distrutto la Grecia e ora fanno lo stesso in Italia.
No all’ attacco autoritario alla democrazia e  no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso.
Vogliamo manifestare per mostrare che, nonostante la censura del regime informativo montiano, c’è un’altra Italia che rifiuta l’austerità ed il rigore nel nome dell’eguaglianza, dei diritti e dello stato sociale, dei beni comuni e della democrazia per tutte e tutti, nativi e migranti. Un’Italia che vuole  e lotta per un’altra Europa rispetto a quella sottoposta alle decisioni autoritarie dei governi liberisti e antipopolari in primis quello tedesco, della Bce e della Commissione, del grande capitale e della finanza internazionale.
Promuoviamo una manifestazione rigorosa e radicale nei contenuti, pacifica nella sua forma, per far sentire ovunque la voce dell’altra Italia ed esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti e per il lavoro, dalla Vallesusa al Sulcis, da Taranto agli inidonei e ai precari della scuola .
Vogliamo che la manifestazione, che partirà alle 14 da piazza della repubblica, si concluda con una grande assemblea popolare, ove si possa liberamente discutere di come dare continuità all’opposizione a Monti.
Proponiamo a tutte e tutti coloro che sono interessati a questa percorso di costruirlo assieme, specificandone e ampliandone i contenuti, fermi restando i punti di partenza e le modalità qui definiti.
Per queste ragioni ci ritroviamo Il 19 settembre alle ore 16 al Rialto occupato a Roma (v. S. Ambrogio, 4), per definire conclusivamente la piattaforma e l’organizzazione della mobilitazione, in una riunione, su un piano di assoluta parità, di tutte le persone e le forze organizzate che vorranno esserci.

Il comitato promotore

 

 

set18th

PROFUMO DI MERDA, ARIA DI RIVOLTA!

chiara Cortei Read on
Il Governo Monti dal momento in cui si è insediato in Italia sta attuando pratiche di massacro sociale. E’ stato tagliato tutto in modo barbaro: dalla sanità, ai trasporti, ai servizi per i disabili, alle pensioni, agli stipendi, ai posti di lavoro screditando così ogni possibilità di ricrescita economica.
Questa bisca di banchieri sta portando il Paese oltre la soglia di povertà aumentando le tasse, il costo della vita, i privilegi per le classi più abbienti e diminuendo i sussidi alle ormai milioni di fa

miglie che non riescono più ad arrivare a fine mese.
Anche noi studenti e la scuola italiana, grazie al Ministro Profumo, siamo inclusi nella distruzione del Paese; Profumo sostiene la linea Moratti – Gelmini che per anni hanno cercato di annullare il ruolo della scuola pubblica, favorendo sempre di più la carriera delle scuole private.
Infatti le tasse scolastiche da facoltative nella pratica, oltre ad essere aumentate, sono sempre più obbligatorie perchè le scuole che non ricevono soldi dallo Stato da qualcuno dovranno pur elemosinarli.
Sono aumentati inoltre come tutti gli anni i costi di trasporto e il servizio è sempre più scadente e i libri di testo sono diventati un mutuo per le famiglie.
Le classi sono ormai sovraffollate (il tetto previsto dalla legge è di 30/35 persone), le strutture che ci ospitano sono sempre più degradate, con bisogno di manutenzione e nuovi strumenti didattici. La situazione degli insegnanti è drastica: la maggior parte sono precari e questo vuol dire che da un anno all’altro non sanno se lavorerranno ancora e non vengono, anche gli insegnanti di ruolo, oramai stipendiati da mesi.
Questa situazione non favorisce la continuità didattica perchè si ha un insegnante nuovo ogni anno che, di fronte a 30 persone, si può limitare a dare una formazione nozionistica e tecnica e non più personale, civica e culturale.
Il mondo del Lavoro inoltre ha totalmente chiuso i battenti. Trovare, mantenere e vivere il lavoro in modo dignitoso è ormai un utopia in Italia, si vedano le cifre dei disoccupati, dei cassa-integrati, dei precari, dei sottopagati e dei suicidi.
Scendiamo in piazza e chiediamo quindi:
Un aumento dei fondi alla pubblica istruzione che si concrettizzi con un piano nazionale per i finanziamenti alla pubblica istruzione e al singolo studente, e una legge unica e nazionale per la tutela della scuola e del Diritto allo Studio.
La modifica dei metodi di reclutamento degli insegnanti e dell’organico scolastico che favorisca la stabilità lavorativa e aumenti i posti di lavoro.
Un efficente servizio del trasporto pubblico urbano e provinciale aumentando i fondi, che favorisca gli spostamenti inserendo, anche se ridotto, un servizio notturno e abbonamenti e biglietti a prezzi accessibili.
Essere considerati Studenti e per questo vedersi riconosciuto un reddito per la formazione e il mantenimento personale in modo che non sia totalmente a carico delle famiglie e che renda realmente accessibili gli studi dal nido, all’università.
Una vera politica per il nostro Paese che favorisca la ripresa economica, attraverso l’investimento nel settore dei pubblici dall’istruzione, al mondo del lavoro, alle pensioni, alle famiglie, etc.

L’UNICO MODO PER CAMBIARE QUESTO SISTEMA, L’UNICO LEGGITTIMO ORMAI, E’ SCENDERE IN PIAZZA A DIRE LA PROPRIA, A PARTECIPARE, A LOTTARE E COSTRUIRE INSIEME UN ALTRO MONDO POSSIBILE!!!

set18th

Assemblea pubblica: COME HANNO DISTRUTTO LA SCUOLA NEGLI ULTIMI ANNI?

Gli studenti sono senza alcun dubbio la categoria più debole e priva di potere decisionale; per questa ragione tutti i governi susseguitesi negli ultimi 10 anni hanno applicato una progressiva diminuzione dei finanziamenti alle scuole.

Nel 2003, con la riforma Moratti, inizia il vero processo di smantellamento della scuola pubblica, proseguito egregiamente dalla Gelmini. Gli scopi di entrambe le riforme convergono: intendono ridurre la scuola pubblica a una situazione disastrata, cosi da rendere gli istituti privati centri d’eccellenza.

Ognuno di noi pa

ssa molti anni all’interno delle scuole e senz’altro questi sono gli anni più importanti per la crescita e la formazione dell’individuo.

Allora ci doma

essori che cambiano di anno in anno, in quanto assunti con un contratto precario, a dispetto della continuità didattica.ndiamo: per quale motivo si continuano a tagliare i fondi? Questo porta a problemi per quanto riguarda la chiusura dei poli minori, con il conseguente drastico aumento della dispersione scolastica; porta a limitare le ore di intervento degli insegnanti di sostegno; porta ad aumentare a 30/35 il numero di studenti per aula senza un adeguamento; porta ad avere prof

 

Come si può parla

re di scuola pubblica quando i cosiddetti “contributi volontari” (inesistenti fino a pochi anni fa) raggiungono cifre altissime per sopperire alla mancanza di un intervento statale?

Come è possibi

le che in Lombardia i soldi devoluti per l’istruzione pubblica vengano dirottati come contributi o borse di studio per chi frequenta scuole private o paritarie?

In questi anni la nostra scuola è stata derubata di tutti i finanziamenti che le spettavano; in questo modo gli istituti pubblici sono diventati dipendenti dal contributo degli studenti. Si tratta di un esperimento sociale: ciò che viene fatto con la scuola può essere riproposto in qualunque settore dei servizi sociali: la sanità, i trasporti, l’indennità di disoccupazione, la pensione.

 

Studiare diventa semp

re più oneroso; anche quest’anno assistiamo impotenti di fronte all’aumento dei prezzi di testi scolastici e trasporti. Anche quest’anno aumentano le iscrizioni agli istituti tecnici e professionali: le famiglie hanno paura, paura di non riuscire a garantire un istruzione fino all’università.

Lacerata da tutto ciò la

scuola diventa sempre più tecnica e nozionistica, non ci insegna più a vivere, a relazionarsi con gli altri, non è più scuola di persone ma scuola di futuri lavoratori capitanati (come in questo governo tecnico/delle banche ) dai prodotti delle scuole private.

Non vogliono form
are d

 

elle persone, sta a noi formarci, perché noi siamo il futuro di questo paese a accanto a me vorrei trovare persone che sanno quello che vale, e quello che vale la pena distruggere per ricominciare da capo!

Siamo quelli che vogliono alzare la testa, quelli che presto si riprenderanno le strade del paese.

In previsione delle prossime manifestazioni indiciamo una ASSEMBLEA PUBBLICA SABATO 22 ORE 15 PIAZZA VITTORIO VENETO

Dalle ore 14 pranzo offerto a prezzi popolari (gradita prenotazione 3290431217).

ago27th

Appello per la donazione di libri alla Biblioteca Popolare “Peppino Impastato”

Le mafie contano migliaia di affiliati in Lombardia, regione che risulta essere la quinta italiana per beni confiscati. La mafia oggi ha in Lombardia il primato del narcotraffico, nel traffico e nello smaltimento di rifiuti, nella prostituzione, nelle grandi opere e nell’edilizia. Innegabile e dimostrata è anche la convivenza tra poteri mafiosi e i vertici di istituzioni e alcuni partiti politici.

Mentre la mafia violenta il nostro territorio, diventando sempre più forte e ramificata, arrivando anche ai vertici delle istituzioni, a Ponteranica il sindaco leghista decide di togliere l’intitolazione a Peppino Impastato dalla biblioteca comunale. Una scelta, tra l’altro, in armonia con l’egemonia (in)culturale che si è manifestata in questi anni nell’intolleranza e nel razzismo.

Se ormai una fascia della popolazione non conosce non solo Peppino Impastato, che viene relegato a ‘uno del sud’, ma anche gli altri eroi dell’antimafia, come Falcone e Borsellino è sintomatico di questa egemonia culturale. Un’egemonia che ha cancellato la memoria di questo paese, distuggendola e rimpiazzandola con falsi ideali e una falsa cultura dell’inesistente padania. Mentre la mafia aumentava il controllo del territorio, gestendo una rete di affari in ogni angolo della regione, il sonno della ragione diventava padrone. A questa egemonia culturale si va a sommare quella del berlusconismo, del ‘tutto si può comprare’, dell’immoralità trasformata a moralità.

Il nostro compito deve perciò essere, oltre a richiedere la reintestazione a Peppino Impastato della biblioteca di Ponteranica, quello di promuovere una nuova  condotta culturale che ponga le sue basi nella democrazia, nella pluralità, nella libertà, nell’antirazzismo e nell’antimafia. Solo ponendo al centro dell’attenzione politica e sociale i veri valori fondanti della Costituzione si potrà impedire il ripetersi di simili scelte a quelle del sindaco di Ponteranica e si potrà impedire alle mafie in Lombardia di continuare ad accrescere il loro potere economico e politico.

Molte ragazze e molti ragazzi hanno, come Peppino, deciso di fare una scelta di parte. Peppino, infatti, con il collettivo “Musica e cultura” prima e con “Radio aut” dopo ci ha tracciato una linea da seguire, una sorta di programma dell’antimafia che vede nelle “lotte sociali” una strada fondamentale per sconfiggere il potere mafioso.

Per questo apriremo a fine Settembre una Biblioteca popolare intitolata a‘Peppino Impastato’. Apriamo questa biblioteca per non rimanere più in silenzio, siamo infatti convinti che contro la mafia, e contro quella incultura di che le ha permesso di diventare così forte, si debba urlare la forza delle vere idee e dei veri valori che hanno fondato questa nostra Repubblica. Per non rimanere indifferenti, per poter cambiare lo stato di cose presenti o perlomeno per provarci.

Il nostro non è un atto simbolico. Non vogliamo sopperire alla mancanza di una biblioteca intestata a Peppino. Vogliamo invece far rivivere le idee di Peppino nel nostro progetto che dovrà diventare un presidio di democrazia, di antimafia sociale, dove chi ha sete di conoscenza verrà sempre accolto a braccia aperte. Un progetto che però tracci una linea netta  tra chi è contro la mafia e chi è con la mafia. Non accettiamo più “il quieto vivere” mafioso e omertoso. Non può e non deve esistere una via di mezzo dove le coscienze non siano sporche o pulite.Apriamo una biblioteca popolare per rompere il muro dell’indifferenza e dell’omertà ancora così forte in Lombardia quando si parla di mafia.

Chiediamo un contributo attraverso la donazione di testi di qualsiasi genere a tutti quei cittadini e quelle realtà (associazioni, enti, giornali, case editrici, partiti) che credano nella promozione dei valori dell’antimafia e della cultura come uno degli strumenti più importanti di cui la società dispone per combattere la cattiva politica, le mafie, il degrado, la miseria.

Crediamo infatti che attraverso la formazione di spiriti critici e liberi, si afferma l’essenza della libertà umana.

I libri possono essere inviati per posta o portati di persona al seguente indirizzo:

“Progetto Biblioteca Popolare Peppino Impastato c/o

ARCI Bergamo – Associazione di promozione sociale

Via Quarenghi, 34 – 24122 Bergamo”

Contatti:

Ettore Trozzi (coordinatore Associazione culturale Rosa Bianca)

328 8180835  o ettoretro@gmail.com

lug2nd

ASSEMBLEA PUBBLICA PER LA BIBLIOTECA POPOLARE ‘PEPPINO IMPASTATO’

L’associazione culturale ‘Rosa Bianca’ promuove una ASSEMBLEA PUBBLICA al Caffè Letterario di Bergamo in via San Bernardino n° 53 per Mercoledì 11 Luglio alle ORE 19 per discutere assieme del progetto della BIBLIOTECA POPOLARE.

La vergognosa decisione del sindaco leghista di Ponteranica ci ha scosso tutti profondamente. Togliere l’intestazione alla biblioteca comunale a un eroe antimafia, Peppino Impastato, è stato sicuramente l’ennesimo atto ignobile di una giunta che si riconosce in un partito politico considerato da molti razzista e xenofobo. Non possiamo rimanere a guardare. Abbiamo lanciato un appello a cui hanno aderito centinaia tra organizzazioni e singoli per aprire una Biblioteca Popolare intestata a Peppino Impastato. Apriamola per Settembre, in concomitanza con la manifestazione nazionale antimafia a Ponteranica.

Incontriamoci per fare il punto della situazione e decidere assieme.

INTRODUCONO:

Ettore Trozzi, Ass. Culturale Rosa Bianca

Cristiano Poluzzi, Ass. Culturale Rosa Bianca

INTERVERRA’ GIOVANNI IMPASTATO, fratello di Peppino e autore del libro “Mafiopoli”

Caffè Letterario di Bergamo Tel/Fax 035-243964 – E-mail ilcaffeletterariobg@libero.it Evento in facebook – http://www.facebook.com/events/337707149643141/